Siamo già nel 2010


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Pensare il pensato

Se devo dire una cosa che mi ha insegnato prima il blog poi tumblr e poi tutto il resto, al di là di quanto possano essere goffi i gatti, se ci penso bene, io da quando scrivo sulla internet una cosa che faccio in automatico è pensare il contrario di quello che penso. Adesso magari mi spiego meglio che così sembra un po' criptico.
Metti caso che son lì sul divano che mi sto bevendo qualcosa di dissetante e questo qualcosa di dissetante mi stimola la sinapsi che poi si trasforma, questa stimolazione della sinapsi, in un pensiero, in una riflessione su un fatto della vita. Questa riflessione, siam tutti esseri umani, per il solo fatto che l'ha prodotta la mia mente, il mio primo sentimento è Ma che bella riflessione, ma come l'ho pensata bene, son davvero un tipo.
Questa cosa secondo me, in quanto essere umano, è un riflesso che uno non può farci niente, ti viene e basta.
Dopo poi, per via che queste riflessioni finiscono nella grande discussione allargata della rete, ti accorgi che non son poi granché, queste riflessioni. Anzi, è più facile siano delle cagate incredibili.
Così adesso da quando scrivo sulla internet se mi viene una riflessione su un fatto della vita, prima di scriverla, cioè prima di capire bene cosa avevo in mente, prendo questa riflessione e la rigiro completamente, a 360 gradi come si dice, insomma mi metto di buzzo a pensare esattamente il suo contrario. Poi c'è sempre il caso che da questo suo contrario vien fuori una riflessione molto più incisiva e azzeccata della prima. Questo modo di pensare il pensato mi dà spesso una lettura inaspettata e una prospettiva che fa venire a galla degli elementi che altrimenti sarebbero rimasti nascosti.
Adesso senza star qui a dire che questo è un metodo filosofico ben collaudato, collaudato negli anni e anni, io prima della internet, anche se questo metodo ne conoscevo l'esistenza, non sono mai riuscito ad usarlo.
Invece adesso con tutta questa tecnologia, son contento, che la internet mi ha insegnato a dimenticarmi di me stesso, a non pensare davvero quello che penso.
Dovevate vedere che roba questo post.

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Il disco della domenica


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Troppa Grazia

All'estero, che io non abito mica in Italia, io abito all'estero, se vado in edicola e dico che voglio Grazia devo mettermi in mano come minimo cinque franchi, che ci son tutte delle spedizioni tutti degli intermediari che poi è normale, un prezzo del genere. Allora io, che purtroppo non abito in Italia, io devo confessarlo: non ho mai letto Grazia.
Poi dopo quando ho visto che sulla internet c'era il blog di Grazia e del blog di Grazia ne parlavano bene un po' tutti, io ero contento che potevo finalmente leggere Grazia senza dover tirar fuori tutti quei soldi.
Così in questi anni, saran due o tre anni non ricordo di preciso, mi sono letto il blog di Grazia e adesso che mi hanno chiesto Vuoi scriverci sopra una settimana, io son contento, che vinco facile, dover parlare di tacchi.

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Mia sorella e le idee fantastiche

Mia sorella, lo dicevo già altre altre volte, come sorella è una sorella che le vengono delle idee che sono fantastiche.
Poi non son mica solo le idee che le vengono, esser fantastiche, le viene addosso anche una determinazione che se decide di fare una cosa, di realizzare per esempio una di queste idee fantastiche, meglio togliersi di mezzo e mettersi il cuore in pace. Dico che c'è da mettersi il cuore in pace perché lei in queste idee fantastiche che le vengono, spesso coinvolge altra gente che magari preferiva stare tranquilla sul divano.
Di solito mia sorella con queste idee, l'intenzione, è far svagare un po' i miei genitori che da quando sono in pensione fanno più o meno gli stessi gesti tutto il giorno: girano per casa, fanno sempre la solita passeggiata, mio padre a volte legge o guarda la televisione, mia madre fa i mestieri.
Allora mia sorella per via di queste idee fantastiche che le vengono, spesso se li prende dietro, li mette su un aereo (cosa tutt'altro che scontata) e li porta a Parigi o a Barcellona. Quando però i miei genitori vengono a sapere di un qualche progetto di questo genere, in genere fanno delle facce che tagliargli un braccio sarebbero stati più felici. C'è il fatto che loro, le loro abitudini, fanno fatica a cambiarle, anche solo per una settimana, sicché non son mai contenti, non son mai convinti.
Poi quando mi tornano da Parigi mi fan vedere tutti contenti le foto ed è un continuo Ma che bella Parigi, e come si mangia bene, e quante cose belle abbiamo visto e anche il volo, che bella idea andare a Parigi, ha avuto tua sorella.
L'ultima volta mia sorella li ha invitati una settimana a casa sua a Zurigo e poi li ha portati a Lucerna e in qualche altro bel paese nei dintorni di Zurigo.
Allora l'altro giorno io lo sapevo che sarebbero venuti lì tutti contenti a farmi vedere le duecento foto che di solito si fanno. Solo questa volta non erano felici come di solito, erano soddisfatti della gita, però sentivo che c'era qualcosa di strano. Così prima mi fanno sedere sul divano e poi mi dicono Guardale con attenzione, che poi devi scegliere quelle da mettere sulle nostre tombe.

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